Questa guida raccoglie i luoghi da vedere a Francavilla Marittima, dalle chiese del centro storico ai due musei, e gli appuntamenti dell’anno. Per la storia del paese e le informazioni generali consulta la pagina dedicata a Francavilla Marittima; per l’area archeologica, la guida al Timpone della Motta.
Cosa vedere a Francavilla Marittima
Il parco archeologico del Timpone della Motta e di Macchiabate
È il motivo per cui molti visitatori arrivano a Francavilla. Sulla collina del Timpone della Motta si trovano i resti del santuario di Athena; ai suoi piedi, lungo il torrente Raganello, la necropoli di Macchiabate. Storia, scavi e informazioni per la visita sono nella guida al parco archeologico.
Il Museo Civico Archeologico nel Palazzo De Santis
Il museo è nel centro storico, nel palazzo dove nacque Tanino De Santis, figura di riferimento per la valorizzazione dell’archeologia della Sibaritide. È stato istituito nel 2018 ed è gestito dal Comune, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria e con l’associazione Lagaria. Conserva materiali provenienti dal Timpone della Motta e da Macchiabate. Fino al 13 febbraio 2027 ospita la mostra “La memoria di Tanino De Santis a Francavilla Marittima: il ritorno dei reperti”.
La Chiesa Madre dell’Annunciazione del Signore
La chiesa matrice, in via Vittorio Emanuele III, nacque nel Settecento come cappella del Rosario e ha preso l’aspetto attuale dopo vari rimaneggiamenti. La facciata è sobria: il portale in marmo, affiancato da lesene, incornicia un portone in bronzo con rilievi di santi e di episodi della vita di Cristo; anche il portone laterale è in bronzo, con scene mariane. All’interno si trovano l’altare della Madonna del Rosario, un tabernacolo e le statue portate in processione durante l’anno, tra cui San Rocco, San Giuseppe, San Gaetano, Sant’Antonio, il Cristo Risorto e la Madonna Addolorata.
La chiesa della Madonna degli Infermi
È il luogo della devozione più sentita del paese. Fu costruita nella prima metà dell’Ottocento come cappella privata della famiglia Apolito, al posto di una chiesetta fatta edificare dai Sanseverino nel Cinquecento, e dedicata alla Beata Vergine degli Infermi. Secondo la tradizione la Madonna apparve la notte del 14 settembre 1806 in una nicchia illuminata da quattro ceri. La chiesa, a tre navate, custodisce l’immagine originale della Madonna e numerosi ex voto in argento. Dopo alcuni anni di chiusura per lavori, nel 2024 è tornata aperta ai fedeli.
La chiesa della Madonna del Monte Carmelo
Fu costruita nella seconda metà del Settecento come nuovo luogo di sepoltura, quando nella Chiesa Madre non c’era più spazio. Con l’editto napoleonico del 1804, che vietava le sepolture nei centri abitati, perse la sua funzione funeraria. Ha un portone in bronzo con il rilievo della Madonna del Carmine e un interno a due navate, dove si trova la statua della Madonna del Monte Carmelo.
Le cappelle di Sant’Emidio e di Santa Lucia
La cappella di Sant’Emidio è un piccolo edificio a navata unica, costruito nell’Ottocento per volere della famiglia Taranto, che conserva la statua processionale del santo. La cappella di Santa Lucia è del 1881 ed è il centro della festa di dicembre.
La Fontana Vecchia
Costruita nel 1793, si trova nell’omonima piazza del centro storico. Ha tre cannelle che versano l’acqua in tre vasche di marmo; il frontale in mattoni fu aggiunto nel 1897. Per secoli è stata un punto d’incontro del paese: qui si lavavano i panni e si ritrovavano giovani e famiglie. Oggi è tutelata dal FAI.
Palazzo Rovitti e i palazzi del centro
Il centro storico conserva palazzi e chiese legati in parte alla famiglia feudale dei Sanseverino. Tra le residenze si distingue il Palazzo Rovitti, dell’Ottocento.
Il Museo della civiltà contadina
Allestito nell’ex Mercato Coperto comunale, raccoglie la collezione riunita da Francesco Celestino. Gli oggetti ricostruiscono gli spazi della casa contadina, della stalla e delle botteghe: la cucina con il camino, i contenitori per acqua, vino e olio, gli attrezzi del falegname, del fabbro e del calzolaio, gioghi e aratri, gli strumenti per fare calze e maglie. Ci sono anche maschere di carnevale e un presepe di argilla e stalattiti. Per la visita si può chiamare il numero 0981 994873.
Cosa fare a Francavilla Marittima: gli appuntamenti dell’anno
- 12 e 13 dicembre, Santa Lucia. Festa legata alla cappella del 1881, con il grano cotto preparato per l’occasione. Secondo la tradizione, di notte la santa lascia l’impronta del suo piede.
- Dicembre e inizio gennaio, Natale. Il programma è nella pagina di ViviAmo il Natale francavillese.
- Estate. Il paese ha un cartellone di eventi, raccolto nel programma dell’estate a Francavilla Marittima, e ad agosto la Notte Bianca.
- Metà settembre, Madonna degli Infermi. I festeggiamenti ricordano l’apparizione del 14 settembre 1806.
- Autunno, “La dea Athena ed Epeo di Lagaria”. Il Comune organizza visite guidate al parco archeologico e alla necropoli di Macchiabate, mostre e una rievocazione storica dedicata ad Athena.
Natura e dintorni
Francavilla Marittima fa parte del Parco Nazionale del Pollino e si trova vicino alla Riserva naturale delle Gole del Raganello, una delle mete più note del Pollino per escursioni e rafting. Il Ponte del Diavolo, simbolo delle Gole, è nel vicino comune di Civita. A pochi chilometri ci sono anche Cerchiara di Calabria e il mare di Villapiana.
Domande frequenti
Cosa vedere a Francavilla Marittima in un giorno?
Il parco archeologico del Timpone della Motta e di Macchiabate, il Museo Civico Archeologico nel Palazzo De Santis, la Chiesa Madre, la chiesa della Madonna degli Infermi e la Fontana Vecchia del 1793.
A Francavilla Marittima c’è un museo?
Sì, due: il Museo Civico Archeologico, nel Palazzo De Santis, e il Museo della civiltà contadina, nell’ex Mercato Coperto. Molti reperti del Timpone della Motta sono esposti anche al Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide, a Sibari.
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