Montegiordano

la completezza della natura racchiusa in un unico paese.

Questa è Montegiordano, il connubio perfetto tra mare e montagna.

Il paese si suddivide in due “frazioni”, il Centro a 650 m s.l.m. e la frazione Marina sviluppatasi lungo il litorale della costa jonica.

Il suo paesaggio è prevalentemente collinare, ma racchiude territorialmente, nei suoi 35 km di superficie, tutti gli elementi della natura che caratterizzano l’Alto Ionio: il mare, la collina e la montagna.

L’economia di Montegiordano è principalmente legata all’agricoltura. Questa è basata sulla viticoltura e sulla fiorente coltivazione di fave e piselli, autentiche prelibatezze del territorio.

Anche la vocazione turistica, peculiarità dell’intero comprensorio, è un .

Di questo piccolo centro dell’Alto Ionio Cosentino si comincia a parlare già in età ellenistica. A testimonianza di ciò c’è il ritrovamento, in Località Menzinara, dei ruderi di una fattoria ellenistico-romana.
La sua datazione risale alla seconda metà del IV secolo a.C. ai primi del III secolo a.C.

Ma secondo alcuni studi Montegiordano viveva già di presenze antropiche già dal VI secolo a.C. Alcuni storici affermano che durante i suoi viaggi tra Crotone e Taranto, il famoso matematico Pitagora da Samo trovasse ristoro proprio a Montegiordano, nella località Castello.

L’attuale nucleo abitativo di Montegiordano sarebbe datato tra il 1645 e il 1649. Il primo insediamento urbano, situato in contrada Mandrone, risale ad epoche precedenti.

Montegiordano

Gli abitanti, nel corso degli anni, a causa delle numerose invasioni ad opera dei turchi, che con facilità approdavano dal mare sulle coste montegiordanesi, si videro costretti ad allontanarsi dalla loro terra, dove secondo gli storici sorgeva il castello di Montegiordano, distrutto senza lasciare tracce significative dai turchi, e a rifugiarsi ad Oriolo e nei paesi vicini.

La voglia di tornare alla propria terra, però, non lasciò mai gli abitanti di Montegiordano, che nel 1649, su concessione del feudatario Alessandro Pignone del Carretto, poterono tornare alla loro terra natia pagando 20 ducati all’anno, e in qui riedificarono la nuova città dandole il nome di Montegiordano.

Oggi il centro storico di Montegiordano si mostra al visitatore come una grande galleria d’arte a cielo aperto.
Il maestro Franco Lateana ha regalato alla sua Montegiordano delle opere d’arte di rara bellezza.
Passeggiando tra i vicoli del borgo, infatti, non si può fare altro che rimanere estasiati dai murales dell’artista. Questi guidano e accompagnano il visitatore lungo un percorso in cui si fondono l’arte murale e la poesia.

Un viaggio tematico tra i vicoli del borgo, quindi, dove si passa attraverso i racconti e le testimonianze degli emigranti e dei soldati al fronte, emblema di una storia che non si deve dimenticare, alle strade degli innamorati, in cui i versi dei più grandi poeti d’amore vengono reinterpretati e impressi sui muri delle case, lungo le strade, quasi a disegnare un percorso d’amore da vivere mano nella mano.

Appuntamento imperdibile è la tradizionale Sagra delle Fave e dei Piselli che si tiene ad Aprile.
In località Piano delle Rose, contrada Castello, è possibile gustare queste autentiche prelibatezze del territorio.

Sito istituzionale

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